Non un giorno, ma ogni giorno

Il 21 marzo
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Il 21 marzo è passato. Nel calendario civile del nostro Paese, questa data segna la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, un momento che quest’anno, tra i corridoi della nostra scuola, è trascorso in un silenzio insolito. Non abbiamo appeso striscioni, non abbiamo occupato l’aula magna per le consuete proiezioni, né abbiamo scandito insieme l’elenco degli oltre mille nomi di chi ha perso la vita per mano della criminalità organizzata. Tuttavia, questo silenzio non deve essere interpretato come oblio, ma come un’occasione preziosa per una riflessione più autentica e meno rituale.
Esiste infatti un rischio sottile nelle giornate commemorative: quello di confinarle nel recinto della celebrazione dovuta, quasi fosse un compito da assolvere per poi voltare pagina. La legalità, invece, non è un abito che si indossa per le occasioni speciali, ma la pelle con cui dovremmo abitare il mondo ogni singolo giorno. Ricordare le vittime innocenti, magistrati, giornalisti, forze dell’ordine, ma anche cittadini comuni, donne e bambini, non deve ridursi a un tributo nostalgico a chi non c’è più, ma deve servire a scuotere la coscienza di chi resta.
Oltre il calendario
Proprio per questo, la nostra scelta di non limitarci a una singola assemblea vuole essere un invito a guardare oltre il calendario.La mafia si nutre spesso di quell’indifferenza e di quel “non mi riguarda” che troppo spesso usiamo come scudo. La vera primavera della legalità sboccia quando decidiamo di vivere con coerenza oltre la pura apparenza, per essere cittadini liberi e non manipolabili.; quando troviamo il coraggio di prendere le difese di chi è più debole e quando scegliamo la strada della lealtà e del rispetto reciproco, preferendo la fatica della condivisione alla scorciatoia dell’egoismo.
Non abbiamo bisogno di aspettare il prossimo 21 marzo per sentirci parte di questo movimento di resistenza civile. Il sacrificio di chi è caduto ci chiede coerenza nei gesti quotidiani, ricordandoci che la legalità è il respiro profondo della democrazia: non un traguardo raggiunto una volta per tutte, ma un impegno che rinasce e si fortifica ogni volta che compiamo una scelta giusta. Solo così potremo dire di onorare davvero chi ha detto “no” affinché noi oggi potessimo essere liberi di scegliere il nostro futuro.


