L’ombra delle mura: Astianatte e il peso atroce della Ragion di Stato

Astianatte
Grazie alle strazianti pagine dell’ Iliade e delle Troiane di Euripide, sappiamo che, proprio quando le fiamme di Troia cessarono, la sorte di un bambino venne decisa da chi, in battaglia, aveva dimostrato forza, gloria e onore. Quel bambino era Astianatte, figlio di Ettore. La sua colpa? Prolungare la stirpe dell’eroe troiano per eccellenza.
L’uccisione di Astianatte, gettato dalle mura della città, ha segnato la storia con una domanda che risuona ancora oggi: si tratta di Ragion di Stato o di un crimine contro l’umanità?
Il Debate: Greci e Troiani tra i banchi di scuola
Questa domanda è approdata tra i banchi della 1ªA LS del nostro Istituto dove, in data 27 Aprile 2026, si è tenuto un acceso dibattito. La classe si è divisa in due fazioni: i “Greci”, determinati a eliminare il potenziale pericolo futuro, e i “Troiani”, pronti a lottare per la vita dell’innocente.
La posizione dei Greci: la sicurezza futura
Il popolo greco ha descritto il bambino come una minaccia latente: «Astianatte non è solo un bambino. È la continuazione di quel simbolo. Lasciare in vita Astianatte significa lasciare aperta una ferita che continuerà a sanguinare nel tempo.»
Secondo questa visione, pagare un prezzo terribile oggi servirebbe a garantire un avvenire più solido e una pace duratura per i propri figli e nipoti.
La posizione dei Troiani: Innocenza e Pietà
Dall’altra parte, le obiezioni si sono fondate su tre parole chiave: innocenza, pietà e ingiustizia.
«Vi parleranno di necessità e di “Ragion di Stato”. Ma questa logica è un veleno. Se per vincere dobbiamo diventare mostri, allora abbiamo già perso la sfida più importante: quella con la storia.»
Il Verdetto
A seguito del confronto, è emersa una realtà storica cruda. I giudici hanno dovuto riconoscere che, nel contesto del mito, la responsabilità verso la sopravvivenza di un’intera civiltà ha spesso la meglio sull’umanità individuale.
La vittoria del debate è stata assegnata al popolo greco, non solo per la tesi sostenuta, ma soprattutto per le capacità dimostrate: conoscenza dei testi, argomentazioni solide e un linguaggio alto e sicuro.
Dalla Guerra di Troia al 2026: Cosa è cambiato?
Mentre tra i banchi studiamo la storia per non dimenticare, fuori dalle finestre della scuola sembra che nulla sia tornato al suo posto. I giornali parlano di nuove guerre, i servizi mostrano immagini di macerie.
Oggi il dilemma di Astianatte si ripresenta identico nei conflitti moderni. Sentiamo parlare di danni collaterali, guerre preventive, tecnologie innovative applicate alla distruzione. La Ragion di Stato continua a colpire l’innocenza. Trasforma civili di ogni età in pedine per errori altrui. Il mito di Astianatte ci lascia, ancora una volta, un enorme punto interrogativo: è possibile costruire un ordine basato sulla violenza contro i civili?
Una lezione per il futuro
La storia odierna non sembra aver ancora imparato la lezione. Non sappiamo se il futuro, tra mille o tremila anni, sarà ancora caratterizzato dalle grida degli innocenti. Tuttavia, una verità rimane scolpita tra le ceneri del dibattito della 1ªA LS:
Se per costruire la pace servono le ceneri di un bambino, quella pace è già una nuova guerra.
I A Liceo scientifico Sezione Quasimodo
