Sogni infranti

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Guerre

Le guerre non sono solo titoli nei telegiornali o numeri scritti nei libri di storia. Sono vite spezzate, sogni interrotti, famiglie divise.

Oggi, mentre noi ridiamo, andiamo a scuola con gli amici e pensiamo al futuro, in molte parti del mondo ci sono ragazzi della nostra età che vivono una realtà completamente diversa. Penso, per esempio, alla guerra tra Russia e Ucraina, oppure al conflitto tra Israele e Striscia di Gaza. Sono luoghi lontani da noi, ma il dolore che nasce da queste guerre riguarda tutta l’umanità.

la guerra non lascia spazio all’infanzia

Quando penso alla guerra, non riesco ad immaginare soldati o strategie militari. Penso alle madri che abbracciano i loro figli senza sapere se il giorno dopo saranno ancora vivi. Penso alle città che una volta erano piene di vita e che improvvisamente diventano silenziose, distrutte dalle bombe. La cosa che mi colpisce maggiormente è che spesso chi soffre di più non é chi decide la guerra. I potenti discutono, firmano ordini, parlano di conflitti e potere. Ma a pagare il prezzo più alto sono le persone comuni: famiglie, studenti, lavoratori. Persone che volevano solo vivere una vita normale.

A volte mi chiedo come si senta una ragazza della mia età che vive sotto le bombe. Forse aveva sogni semplici: finire la scuola, uscire con le amiche, innamorarsi, costruire un futuro. Invece deve imparare a riconoscere il suono delle sirene e a correre nei rifugi. Deve crescere troppo in fretta, perché la guerra non lascia spazio all’infanzia. Questo mi fa capire quanto siamo fortunati, anche se spesso non ce ne rendiamo conto. Ci lamentiamo per un brutto voto o per una giornata storta, ma in realtà abbiamo qualcosa di prezioso: la pace.

Empatia: unica speranza

La pace è così normale per noi che quasi non la notiamo, ma basta guardare cosa succede nel mondo per capire quanto sia fragile. Secondo me la guerra è una delle più grandi sconfitte dell’umanità. Significa che non siamo stati capaci di parlare, di capire, di trovare, una soluzione senza distruggere tutto. Ogni bomba che cade non distrugge solo un edificio, ma anche un pezzo di futuro. Per questo penso che il nostro compito, anche se siamo giovani, sia non dimenticare. Informarci, riflettere e soprattutto sviluppare empatia verso chi soffre. Forse non possiamo fermare una guerra da soli, ma possiamo scegliere di non diventare persone indifferenti perché la verasperanza nasce proprio da questo: dalla capacità degli esseri umani di provare compassione per gli altri.

Forse un giorno, quando le persone impareranno davvero a mettersi nei panni degli altri, le guerre smetteranno di esistere. E quel giorno, finalmente, nessun ragazzo dovrà più crescere con il rumore delle bombe al posto dei sogni.

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