Tra risate e silenzi

Compagno di banco
Il compagno di banco
non è solo qualcuno seduto accanto.
A volte non è compagnia,
è salvezza.
È la presenza che ti aspetta ogni mattina,
come se l’incontro fosse stato deciso
molto prima della campanella,
come se il caso non c’entrasse niente.
Due banchi uniti
diventano un mondo intero,
un confine piccolo
ma abbastanza grande
per sentirsi al sicuro.
Lì si può essere fragili
senza dover spiegare perché,
si può ridere piano
mentre fuori tutto corre,
si può restare in silenzio
e sapere che va bene così.
È lì che si impara davvero ad ascoltare:
non solo le parole,
ma i sospiri,
gli sguardi che chiedono tregua,
le risate che tengono in piedi le giornate.
E mentre il tempo passa,
tra quaderni e mattine uguali,
capisci che non stavi solo studiando,
stavi imparando a non essere solo.
Carloalberto Spadaro V A Costruzioni, ambiente e territorio

