25 novembre per ricordare di ricordarci

Una giornata non basta… Una vita sì!
Ogni anno il 25 novembre illumina una verità che non possiamo ignorare, perché, purtroppo, la violenza sulle donne non è un fatto isolato. È un’ombra che attraversa case, strade, scuole e comunità. E combatterla non può essere un gesto simbolico o una ricorrenza: deve essere un impegno costante, condiviso e consapevole. Per questo, martedì 25 novembre alle 10.00, l’Aula Magna dell’Istituto “G. Minutoli” di Messina diventa un luogo di ascolto, di testimonianza e di coraggio.
Partecipare è importante
Perché dovremmo partecipare? Perché dietro ogni sedia vuota c’è una storia che non possiamo dimenticare. Perché la violenza cresce nel silenzio, e si indebolisce quando una comunità sceglie di parlarne. Perché educare, ascoltare, capire e prevenire sono gesti che salvano vite.
Partecipanti e interventi dell’evento
In questa occasione, voci diverse ma unite dallo stesso obiettivo offriranno un contributo prezioso: il Prof. Pietro G. La Tona, Dirigente Scolastico del nostro Istituto, insieme alla Prof.ssa Ivonne Cannata, Referente alla Legalità, offriranno i loro saluti iniziali. Prenderanno poi la parola il Prof. Leon Zingales, Dirigente dell’Ambito Territoriale di Messina, il Colonnello Lucio Arcidiacono, Comandante Provinciale dei Carabinieri, e Maria Andaloro, ideatrice dell’iniziativa “Posto Occupato”. A moderare l’incontro sarà il giornalista e scrittore Dott. Nuccio Anselmo. Tutti loro porteranno punti di vista capaci di illuminare il problema da più angolazioni.
Un importante momento di riflessione
Sarà un momento per riflettere su ciò che accade attorno a noi, ma anche per riconoscere cosa ciascuno può fare, ogni giorno, per spezzare la catena della violenza.
Allo stesso tempo, questo incontro, organizzato e promosso dal Comitato Genitori dell’Istituto Minutoli e presieduto da Caterina Puleo, vuole essere un invito rivolto a noi giovani, che viviamo la scuola come spazio di crescita, affinché impariamo a riconoscere i segnali di un pericolo, a chiedere aiuto, a sostenere chi è in difficoltà. Perché il cambiamento parte da una consapevolezza condivisa e dal coraggio di non voltarsi dall’altra parte.
L’unione fa la forza
Solo insieme, con un impegno che non si esaurisce in una data sul calendario, possiamo costruire una cultura del rispetto, in cui ogni donna sia libera, ascoltata e protetta. Una giornata non basta, è vero. Ma può essere il passo che apre una strada diversa: una strada che dura una vita.
Sofia Quartarone, Ylenia Spadaro IV D Biotecnologie ambientali

