Sulle tracce di Gibellina


Gibellina 2026
Cosa unisce le discipline scientifiche e tecnologiche alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio artistico? La risposta risiede in un innovativo progetto che ha visto protagonista la mia classe, la 3C TUR, e la 2AQ in un percorso multidisciplinare. Al centro dell’indagine, un caso di studio unico al mondo: Gibellina, che proprio in questo 2026 celebra con orgoglio il titolo di Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea. Un museo a cielo aperto nato dalle macerie del terremoto del Belice del 1968, dove la ricostruzione non è stata solo una questione di cemento, ma una vera e propria scommessa culturale e urbanistica.
Il nostro viaggio non è iniziato a bordo di un pullman, ma tra i banchi di scuola. Prima di affrontare l’esperienza sul campo, abbiamo dedicato diverse ore di studio all’analisi approfondita della Valle del Belice e della città di Gibellina. Sotto la guida dei nostri docenti, abbiamo esaminato la complessa evoluzione storica della regione e la sua identità culturale. Questo approccio preliminare è stato fondamentale per fornire gli strumenti critici necessari: non siamo partiti come semplici turisti, ma come osservatori consapevoli, capaci di decodificare il linguaggio simbolico dell’architettura contemporanea e dell’assetto del territorio.
Il tour virtuale
I risultati di questa prima fase di ricerca e analisi propedeutica sono stati da noi organizzati, sintetizzati e rielaborati all’interno di un tour virtuale interattivo, che è possibile esplorare qui di seguito:
Tour turistico virtuale di Gibellina e della Valle del Belice, arricchito con immagini, riflessioni, analisi scritte e audioguide, realizzato tramite la piattaforma ArcGIS StoryMaps dalla classe 3C TUR
Dal Testo alla Voce: il Laboratorio di Podcast
Prima di metterci in viaggio, abbiamo vissuto una fase creativa cruciale: un laboratorio intensivo di scrittura e tecniche audio. Non bastava infatti conoscere la storia di Gibellina; dovevamo imparare a raccontarla.
Durante queste sessioni, guidate dal digital creator ed esperto audiovisivo Andrea Brancato, abbiamo appreso le tecniche della scrittura per l’ascolto, trasformando le nostre ricerche in sceneggiature avvincenti. Abbiamo poi familiarizzato con microfoni e software di editing, scoprendo come il montaggio sonoro possa arricchire la narrazione. Questo laboratorio è stato la nostra “palestra”, fondamentale per trasformarci in una vera troupe capace di produrre i podcast che accompagneranno il racconto della nostra esperienza.
Il Viaggio: Arte, Emozione e Memoria
E finalmente è giunto il momento più atteso: il nostro laboratorio itinerante a Gibellina, durante il quale abbiamo potuto ammirare le meraviglie della capitale dell’arte contemporanea. L’impatto visivo iniziale è stato memorabile: la monumentale Stella di Consagra, la grande porta d’acciaio che accoglie i visitatori e segna il passaggio dal paesaggio rurale alla città dell’arte. Da lì il nostro itinerario si è snodato attraverso il complesso urbanistico del Sistema delle Piazze, una sequenza di spazi che dialogano costantemente con le sculture circostanti.
Nel pomeriggio ci siamo spostati alla Fondazione Orestiadi, ospitata nella suggestiva cornice del Baglio Di Stefano, un polo culturale di rilievo internazionale. Qui abbiamo ammirato da vicino la celebre Montagna di Sale di Mimmo Paladino e visitato il Museo delle Trame Mediterranee. Il percorso è stato arricchito dalla mostra temporanea Colloqui, dedicata a cinque straordinarie protagoniste dell’arte italiana: Letizia Battaglia, Nanda Vigo, Carla Accardi, Renata Boero e Isabella Ducrot. Cinque sguardi femminili diversi che ci hanno permesso di riflettere sul ruolo delle donne nelle avanguardie artistiche del Novecento.
Il secondo giorno si è aperto con la visita al Cretto di Burri, una delle opere di land art più imponenti e toccanti al mondo. Camminare tra i giganteschi blocchi di cemento bianco che ricalcano le strade della vecchia Gibellina è stato un momento capace di farci percepire il peso della memoria storica. La giornata è proseguita con l’analisi architettonica della Chiesa Madre di Ludovico Quaroni, la cui grande sfera sommitale sfida le convenzioni della geometria sacra. Abbiamo concluso il tour al MAC, custode di una preziosa collezione permanente.
Dalla troupe giornalistica…
Durante l’intero viaggio non ci siamo limitati a guardare, ma abbiamo operato come una vera e propria troupe giornalistica. Armati di cellulari, microfoni e telecamera, abbiamo raccolto ore di tracce audio, interviste ai passanti e materiale multimediale, realizzando anche dei servizi speciali per il TG Minutoli realizzato da noi studenti della redazione Minutoli web


…allo studio di produzione
Una volta rientrati in sede, la classe si è trasformata in uno studio di produzione audio per l’ultima fase del progetto. Abbiamo affrontato le fasi di scrittura dei testi, registrazione, montaggio sonoro e post-produzione, dando vita a una miniserie podcast strutturata in quattro episodi complessivi. Attraverso questi podcast abbiamo rielaborato l’intero percorso, traducendo i nostri appunti e le interviste in un racconto sonoro fluido e coinvolgente, pensato per condividere con gli ascoltatori le impressioni sulla città, l’analisi delle collezioni del Museo delle Trame, gli approfondimenti sulla mostra dedicata alle cinque grandi artiste e l’impatto emotivo del Cretto di Burri.
Questa esperienza ha rivelato come i linguaggi digitali possano farsi custodi della cultura, offrendo nuove lenti per raccontare e valorizzare il territorio. Gibellina ci ha insegnato che l’arte non è qualcosa di statico da osservare nei musei, ma una forza viva capace di ricostruire un’intera comunità. Con i nostri podcast, speriamo di aver restituito almeno una parte della grande bellezza e della profonda riflessione che questo viaggio ha lasciato in ognuno di noi.
La miniserie è interamente disponibile all’ascolto, oltre che sull’homepage del nostro sito, anche su Spotify: puoi accedere al canale e scorrere gli episodi cliccando sui pulsanti di ciascuna puntata.

Lycia Castorina III C Turismo- Sez. Quasimodo
